Selezione di 20 dei migliori portieri nella storia del calcio internazionale

20: Antonio Carbajal

Messico  

Città del Messico, 7 giugno 1929

Eletto nel 1998 miglior portiere del secolo della Concacaf, la federazione del Nord e Centro America, trova posto in questa classifica non tanto per le sue doti tecniche, pur non disprezzabili, quanto per il suo record storico: cinque Mondiali disputati, da Brasile 1950 a Inghilterra 1966, cui va aggiunta l’Olimpiade del 1948. Un vero fenomeno di longevità agonistica.


19: Giorgio GHEZZI

Italia 

Cesenatico, 10 luglio 1930 – Forlì, 12 dicembre 1990

Il mitico “kamikaze”, inarrivabile per il coraggio e i fulminei riflessi con cui si gettava fra i piedi dell’attaccante lanciato verso la sua porta. Quanti rigori gli avrebbero fischiato oggi… Restò il marchio di fabbrica della sua carriera, spesa fra le due squadre di Milano, con tre scudetti e il fiore all’occhiello della Coppa Campioni 1963, quando ipnotizzò il terribile Eusebio.


18: Ubaldo Matildo FILLOL

Argentina 

Monte, 21 luglio 1950

Entrò nella Nazionale che Cesar Menotti preparava per il Mondiale del 1978 grazie a un infortunio del suo grande rivale, Hugo Gatti, “el loco”. Calciatore dell’anno nel 1977, al Mondiale vittorioso saldò da par suo la difesa diretta dal caudillo Passerella. Quattro anni dopo in Spagna si arrese all’Italia di Tardelli e Cabrini. Carriera lunghissima e gloriosa.


17: Giuliano SARTI

Italia 

Castello d’Argile, 2 ottobre 1933 – Firenze, 5 giugno 2017

Il portiere di ghiaccio, nemico giurato di ogni platealità, convinto che il tuffo sia solo il rimedio a un errore di piazzamento. Il primo, forse, a studiare scientificamente gli avversari, in modo da prevenirne le intenzioni. Dopo nove anni alla Fiorentina, lascia il posto al giovane Albertosi e passa all’Inter, dov’è protagonista dell’epopea herreriana, fra scudetti e Coppe.


16: Angelo PERUZZI

Italia 

Blera, 16 febbraio 1970

Uno dei portieri più completi di ogni tempo, potente e agile, scattante fra i pali, pronto e coraggioso nelle uscite. Proprio il fisico poderoso è stato il suo tallone d’Achille, per via di ripetuti infortuni che gli hanno negato, specie in Nazionale, appuntamenti importanti. Fra Roma, Juventus, Inter e Lazio ha vinto tanto, ma meno di quanto avrebbe meritato il suo talento.


15: Jean Marie PFAFF

Belgio 

Lebbeke, 4 dicembre 1953

Personaggio estroso e stravagante dentro e fuori dal campo, Pfaff ha coniugato come i grandissimi portieri del passato genio e sregolatezza. Agli Europei del 1980 portò di peso il Belgio in finale, con tali prodezze che gli valsero l’ingaggio, a cifra record, da parte del Bayern, col quale vinse tre titoli tedeschi consecutivi. Nelle giornate di luna buona, imbattibile.


14: Gyula GROSICS

Ungheria 

Dorog, 4 febbraio 1926 – Budapest, 13 giugno 2014

La cerniera della Grande Ungheria, forse la squadra più forte di sempre. Una squadra votata all’attacco, poco curante della copertura, alla sistematica caccia degli alti punteggi, offriva un ruolo ingrato al portiere. Grosics lo onorò con tutte le doti tradizionali e con l’inedita (per i tempi) abilità a giocare il pallone con i piedi. In questo senso, fu anche un precursore.


13: Josef Dieter “Sepp” MAIER

Germania 

Metten, 28 febbraio 1944

Campione d’Europa (72) e del Mondo (74) con la Nazionale, 3 Coppe dei Campioni, 1 Coppa delle Coppe, 1 Intercontinentale e 4 titoli nazionali con il Bayern Monaco, di cui ha difeso la porta per 19 anni. Atleta eccezionale, acrobatico fra i pali, sicuro nelle uscite, di grande continuità. Ha segnato l’età dell’oro del Bayern e della Germania negli Anni 70.


12: Iker CASILLAS

Spagna 

Móstoles, 20 maggio 1981

Di tre anni più giovane del nostro Buffon, è con Cech fra i migliori portieri del nuovo millennio. Con Buffon divide anche la precocità, rara per il ruolo. Conquista a diciannove anni il ruolo di titolare nel Real Madrid e non lo lascia più. Alle spalle di una difesa spesso in confusione, sfodera riflessi portentosi. È stato nominato cinque volte miglior portiere dell’anno dalla IFFHS.


11: GILMAR Neves dos Santos

Brasile 

Santos, 22 agosto 1930 – San Paolo, 25 agosto 2013

Prima di lui, in Brasile dicevano che il portiere non è un giocatore di calcio. Cambiarono idea. Due titoli mondiali e due Coppe America con la Selecào, due Libertadores e due Intercontinentali con il Santos. Repertorio completo: piazzamento, acrobazia, fondamentali tecnici di altissimo livello. E una grande personalità, in una Nazionale tutta di fenomeni.

10: Giuseppe MORO

Italia 

Carbonera, 16 gennaio 1921 – Porto Sant’Elpidio, 28 gennaio 1974

Certi suoi prodigiosi voli da palo a palo restano ancora nitidi nel mio ricordo. Credo non ci sia più stato un altro portiere così prodigo di acrobazie spettacolari e poco importa che il grande Bepi, alla fine, abbia vinto poco e niente. Ha cambiato più di dieci squadre, ha vestito nove maglie azzurre, e ha parato 16 dei 44 rigori fischiatigli contro, più di uno ogni tre.

9: Petr ČECH

Repubblica Ceca 

Plzeň, 20 maggio 1982

Dallo Sparta Praga, al Rennes in Francia, infine al Chelsea e Arsenal in Inghilterra, oltre agli impegni con la Nazionale del suo Paese: così si è dipanata la parabola di questo portiere completo, asciutto nello stile, coraggioso nelle uscite. Coraggio pagato caro, con un incidente di gioco nel quale ha rischiato vita e carriera. Dal 2004 al 2013 è stato sempre presente fra i migliori cinque portieri del mondo.


8: Peter SCHMEICHEL

Danimarca 

Gladsaxe, 18 novembre 1963

Una montagna, però, dotata di agilità, oltre che di una sensazionale carica agonistica. Trascina la Danimarca, estrema outsider, a vincere l’Europeo del 92, conquista quattro titoli nazionali in patria col Brondby, cinque in Inghilterra col Manchester United (più una Champions League), uno in Portogallo con lo Sporting Lisbona. Vent’anni da autentico numero uno.

7: Walter ZENGA

Italia 

Milano, 28 aprile 1960

Grandissima classe, perfetto fra i pali, forse un po’ meno nelle uscite, temperamento guascone, vive il suo momento d’oro nei dodici campionati in maglia nerazzurra dell’Inter: uno scudetto, una Supercoppa, due Coppe Uefa. Vicini lo promuove dall’Under 21 alla Nazionale A dove per sei anni è titolare indiscusso e figura sistematicamente fra i migliori del mondo.


6: Enrico ALBERTOSI

Italia 

Pontremoli, 2 novembre 1939

Il grande rivale di Zoff, per un ventennio, dagli Anni Sessanta agli Ottanta. È lui nella porta dell’Italia, seconda a Mexico 70, dopo aver appena vinto uno storico scudetto a Cagliari. Un altro ne vince col Milan, a quarant’anni, ma subito dopo viene travolto dallo scandalo del calcio scommesse. Genio e follia di Ricky, atleticamente e tecnicamente un fenomeno.

5: Vladimir BEARA

Jugoslavia 

Zelovo, 2 novembre 1928 – Spalato, 11 agosto 2014

Croato di Zelovo, divise la sua carriera fra Hajduk Spalato e Stella Rossa, con 59 presenze nella nazionale jugoslava. Per il suo stile inarrivabile lo chiamavano “la ballerina”. Tipico esponente di un periodo in cui andavano di moda i portieri volanti e spettacolari. Ha giocato tre Mondiali, vinto l’argento olimpico del 1952, ed entusiasmato per l’eleganza delle sue uscite.


4: Gordon BANKS

Inghilterra 

Sheffield, 30 dicembre 1937 – Stoke-on-Trent, 12 febbraio 2019

La sua parata sul micidiale colpo di testa ravvicinato di Pelè, ai Mondiali messicani del 1970, è al primo posto nella mia personale hit parade di tutti i tempi. Nel Mondiale precedente, quello vinto nel 1966 dalla sua Inghilterra, Eusebio lo batté dal dischetto, spezzando una serie di sette rigori parati. Costretto all’abbandono per la perdita di un occhio, nel 1972.


3: Dino ZOFF

Italia 

Mariano del Friuli, 28 febbraio 1942

Piange il cuore a relegare il Dino-mito sull’ultimo gradino del podio. In campo sino a 42 anni, campione del mondo e d’Europa, sei scudetti, Coppe a gogò, 1143 minuti di imbattibilità in Nazionale e 903 in campionato, 112 presenze in maglia azzurra e 570, di cui 332 consecutive, in Serie A. Poi presidente, allenatore, Ct. What else?


2: Lev JASCIN

Russia 

Mosca, 22 ottobre 1929 – Mosca, 20 marzo 1990

Fisico imponente, temprato nella giovanile milizia nell’hockey su ghiaccio, agilità sbalorditiva, il ragno nero, nella sua divisa color notte, ipnotizzava gli avversari e quasi li obbligava a tirare dove si era piazzato in anticipo. Un caposcuola, per lo stile sobrio. Unico portiere ad aver vinto il Pallone d’oro. Un gigante buono, piegato solo da un male inesorabile.


1: Gianluigi BUFFON

Italia 

Carrara, 28 gennaio 1978

Un fenomeno di precocità, specie considerando il ruolo: in Serie A a diciassette anni, in Nazionale a diciannove, e poi sempre in crescendo, sino al titolo mondiale del 2006. Classe, agilità, potenza, personalità. Per anni unanimemente riconosciuto il numero uno al mondo, ha concentrato due doti difficilmente cumulabili per un portiere: il genio e la continuità di rendimento.

 

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