Fefè De Giorgi, chi è il CT che dopo 24 anni ha riportato la nazionale italiana in finale mondiale

Salentino, 61 anni, il commissario tecnico della Nazionale di volley maschile è stato uno dei protagonisti in campo nelle tre vittorie iridate consecutive durante gli anni Novanta. Da allora, mai più una sfida per l'oro, fino al faccia a faccia contro la Polonia di stasera, ad appena un anno dal momento in cui ha preso in mano la guida dell'Italia. Fiducia ai giovani, consigli e leggerezza: ecco il mix che ha rivoluzionato tutto.

La nazionale di De Giorgi

Chiamato ad allenare gli azzurri nell’estate 2021, dopo il disastro delle Olimpiadi di Tokyo sotto la guida di Gianlorenzo Blengini, De Giorgi ha rinnovato e ringiovanito una squadra che, in maniera sorprendente, ha dato subito risultati: il 19 settembre 2021 a Katowice (stesso teatro della finale mondiale di stasera) ha battuto tre set a due la Slovenia vincendo l’Europeo dopo sedici anni dall’ultima volta.

I risultati della Volleyball nations league 2022, competizione giocata a luglio a Bologna, erano stati negativi: dopo una semifinale persa 3-0 contro i campioni olimpici della Francia e una finale per il terzo posto persa contro la Polonia, quando era stato il momento di giocare contro le grandi la squadra di Simone Giannelli e compagni aveva sfigurato. Contestata, poi, la scelta di far arrivare l’ex capitano Ivan Zaytsev al ritiro a Cavalese ad agosto per comunicargli l’esclusione a favore di due giocatori come Yuri Romanò e Giulio Pinali che, nella passata stagione, hanno faticato a trovare spazio nei loro club di Superlega.

Fefè De Giorgi, chi è il CT che dopo 24 anni ha riportato la nazionale italiana in finale mondiale

Un fuoco di paglia? Forse no.

A distanza di un mese e mezzo gli azzurri hanno dato filo da torcere ai francesi, squadra molto più esperta e rodata, battendoli al tie-break.

“Credo che le Finals di Bologna ci abbiano aiutato in questo percorso di crescita dandoci una spinta ulteriore”

ha detto De Giorgi dopo la semifinale vinta contro la Slovenia sabato sera. Attraverso quelle sconfitte estive i ragazzi, confrontandosi contro rivali molto forti e più esperti, hanno capito qual era il livello da raggiungere per tornare dopo 24 anni a disputare una finale mondiale.

L’ultima era quella del 1998 a Osaka, l’ultimo mondiale con la regola del cambio-palla e i set a 15 punti. L’Italia cercava l’impresa: essere la prima nazionale a vincere tre mondiali consecutivi. In finale affrontò e vinse contro una delle squadre più temibili della fine degli anni Novanta, la Jugoslavia dei fratelli Vladimir e Nikola Grbic, che stasera sarà seduto sulla panchina della Polonia. Circondati dai tifosi biancorossi, stasera Michal Kubiak e compagni proveranno a eguagliare quell’era azzurra, poi seguita dal tris del Brasile, andando alla ricerca del terzo titolo iridato consecutivo (e del quarto mondiale, in totale).

Lo stile “Fefé”

Prendere i giovani, buttarli in campo con la loro caparbia dando loro fiducia, ma anche consigli da ex giocatore esperto e un po’ di leggerezza. Sono alcuni ingredienti dello stile De Giorgi. A contraddistinguere ancora il suo stile ci sono alcune esperienze. Una è quella da allenatore-giocatore, incarico raro e complesso ricoperto a Cuneo tra il 2000 e il 2002:

“Lì ho capito qual è l’importanza di crearsi uno staff. Un’altra delle cose che ho imparato in quel periodo è stato affrontare subito le cose: se c’è un malinteso va condiviso immediatamente”

spiegava sempre nell’intervista del 2020. E poi c’è la breve esperienza, tra il 2015 e il 2018, in Polonia, nazione dalla lunga tradizione pallavolistica e con un fortissimo seguito: allena prima lo Zaksa, poi per un annetto la Nazionale polacca (esonerato dopo gli Europei 2017 in casa) e infine lo Jastrzębski Węgiel, esperienza interrotta nel 2018 per tornare in Italia, alla Lube Civitanova, da lui già allenata in passato. La società marchigiana, dopo qualche anno di magra e molte finali perse, sotto De Giorgi si aggiudica scudetto, Champions league, poi Mondiale per club e Coppa Italia prima dell’interruzione del campionato per la pandemia. All’inizio del 2021, nonostante i risultati (11 trofei in otto stagioni totali), viene esonerato: al suo posto torna sulla panchina Gianlorenzo Blengini, allenatore della Nazionale. Sembra prepararsi un cambio alla guida degli azzurri, e così sarà di lì a poco.

 

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